Con tutto l’interesse suscitato da Clint Eastwood per il nuovo film eponimamente intitolato J. Edgar, tutto ciò che posso fare è riconoscere che è sempre un fuoriclasse [nonostante la caduta di stile nella scelta del soggetto del suo precedente Hereafter]. L’omosessualità repressa ed il protagonismo del personaggio sono il vero centro d’interesse del regista, e in questo Di Caprio regala momenti di mimica topica. La ricca descrizione delle relazioni umane e delle qualità del soggetto valgono più che il resoconto storico in cui la vicenda è ambientata, a cavallo tra il Maccartismo e l’ascesa a “presidenza imperiale” di Nixon. Quindi Edgar Hoover, uomo d’acciaio abituato dalla madre al rigore e alla durezza. Applausi infine per la scena in cui la madre soprannomina gerbere gli omosessuali.
